Siena
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10 cose da vedere a Siena

Guida alle principali attrazioni di Siena

Siena è una città davvero straordinaria, piena zeppa di cose da vedere. Un tempo fiera rivale di Firenze per il dominio sulla Toscana, la città si è via via riempita di tesori artistici ed architettonici di livello assoluto che l’hanno resa famosa in tutto il mondo. È davvero difficile fare una selezione delle cose più interessanti da vedere a Siena però in questa guida voglio provare ad indicarne alcune attraverso il classico “10 cose da vedere a”, in modo da offrire una panoramica generale su quello che vi aspetta in città.

Cosa vedere a Siena

Piazza del Campo

Chi non conosce la celebre Piazza del Campo di Siena? Non servono certo grandi presentazioni per questo luogo unico, famoso in tutto il mondo per la sua bellezza e per il Palio che si corre qui due volte l’anno. Questa piazza è un vero e proprio museo a cielo aperto dove si possono ammirare il maestoso Palazzo Pubblico con la Torre del Mangia, la Cappella di Piazza, Fonte Gaia e tanti altri palazzi storici di grande pregio. Nata come sede del mercato, questa piazza diventò rapidamente il cuore pulsante della città così tra il XIII ed il XIV secolo fu eletta sede del governo con la costruzione del Palazzo Pubblico.

Piazza del Campo, o semplicemente “il Campo” come la chiamano i senesi, è davvero unica a partire dalla sua particolarissima forma a conchiglia divisa in 9 spicchi, per proseguire con l’inclinazione dovuta all’andamento del terreno sottostante e con la pavimentazione che è in mattoni al centro ed in pietra all’esterno. Piazza del Campo merita di essere esplorata centimetro per centimetro perché è in grado di regalare sempre nuove sorprese.

Piazza del Campo a Siena
Piazza del Campo

Palazzo Pubblico

Indiscusso capolavoro dell’architettura gotica, il Palazzo Pubblico sorge maestoso nel punto più basso di Piazza del Campo, quasi come se ogni cosa dovesse confluire verso di lui. Costruito tra il 1297 ed il 1310, il palazzo è organizzato intorno ad un cortile centrale dal quale si può ammirare uno degli scorci più celebri della città con la torre che si staglia nel cielo inquadrata in una cornice di merli guelfi. Seppur costruita successivamente, la Torre del Mangia sorge in perfetta armonia col palazzo di cui riprende anche il contrasto tra i mattoni e la pietra. La salita fino alla cima è certamente impegnativa però la vista è davvero impagabile!

Palazzo Pubblico Siena
Palazzo Pubblico

All’interno del palazzo si trova il Museo Civico che si sviluppa lungo una serie di sale riccamente affrescate con capolavori assoluti come il ciclo Allegoria ed effetti del Buono e del Cattivo Governo di Ambrogio Lorenzetti che si trova nella Sala dei Nove, la Maestà di Simone Martini e gli affreschi che ritraggono le vittorie militari di Siena nella Sala del Mappamondo.

Duomo

La Cattedrale di Santa Maria Assunta, è uno dei più fulgidi esempi di architettura romanico-gotica al mondo. Il Duomo di Siena è un vero e proprio scrigno di tesori a cui hanno lavorato alcuni tra i principali maestri del Medioevo. Anche se la consacrazione della basilica risale al 1179, i lavori per la sua costruzione durarono per altri due secoli. Nel 1314 fu completato il campanile mentre nel 1317 fu la volta della facciata.

In quell’epoca la città era molto ricca e potente e per dimostrare questo status i senesi decisero di ampliare il duomo rivoluzionando il progetto iniziale. L’ampliamento non andò a buon fine perché alla metà del secolo la città fu colpita dalla peste e l’impresa si rivelò infattibile. Di questo nuovo grande duomo ci resta oggi il cosiddetto “facciatone” che avrebbe dovuto essere la nuova facciata della basilica. Abbandonato il sogno del nuovo duomo, i senesi ripresero a lavorare sul progetto originario che fu completato nel 1370.

La visita al Duomo non può che iniziare ammirando la meravigliosa facciata, che è interamente rivestita di marmo bianco con elementi in rosso di Siena e serpentino di Prato. Realizzata in due fasi, la prima in stile romanico-gotico e la seconda in gotico fiorito, la facciata è ricchissima di dettagli, statue e decorazioni scultoree.

Duomo di Siena
Duomo di Siena

L’interno, a tre navate, è caratterizzato dalla costante ripetizione dell’alternanza tra bianco e nero che sono i colori di Siena. Le cose da vedere sono innumerevoli, perciò mi limito a citare solo le principali. Parto subito da quello che a mio avviso è il capolavoro tra i capolavori presenti nel duomo di Siena: il pavimento. Massimo capolavoro del suo genere, il pavimento del Duomo di Siena è stato realizzato con la tecnica del commesso marmoreo. Alla sua creazione hanno lavorato diversi grandi artisti tra cui Pinturicchio, il Sassetta, Antonio Federighi e soprattutto Domenico Beccafumi che realizzò ben 35 scene sulle 56 totali.

Tra le numerose opere d’arte conservate all’interno del duomo si possono ammirare alcune statue realizzate da Michelangelo, il San Giovanni Battista di Donatello ed il favoloso pulpito di Nicola Pisano, mentre altre opere di grandissima importanza, come la Maestà e la vetrata realizzate da Duccio di Buoninsegna, si trovano nel Museo dell’Opera del Duomo o in altri musei. Da vedere assolutamente anche la Libreria Piccolomini che si trova lungo la navata sinistra. Costruita per custodire il patrimonio librario di Papa Pio II, la libreria è un ambiente meraviglioso, riccamente affrescato da Pinturicchio con le Storie della vita di Pio II.

Battistero

Il Battistero del Duomo di Siena si trova in una posizione molto particolare, alla base dell’abside della cattedrale. Il battistero affaccia sull’omonima piazza che è collegata a quella del duomo attraverso una bella scalinata che, a mio avviso, regala uno degli scorci più belli di tutta la città. L’edificio fu realizzato tra il 1317 ed il 1325 mentre la facciata, rimasta parzialmente incompiuta, risale al 1382.

Battistero del Duomo di Siena
Battistero (Photo by LigaDue / CC BY)

L’interno del battistero, a pianta rettangolare, riprende il motivo della bicromia bianco-nera presente anche nel Duomo. Nel corso del Quattrocento, il Battistero fu arricchito da un importante ciclo di affreschi realizzato da Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta; altri affreschi furono invece realizzati da Benvenuto di Giovanni e Pietro degli Orioli. Al centro della sala la scena è tutta per il bellissimo fonte battesimale, autentico capolavoro del primo rinascimento toscano. Realizzato il 1417 ed il 1431 in marmo, bronzo e smalto, al fonte hanno lavorato diversi maestri del calibro di Jacopo della Quercia, Donatello, Lorenzo Ghiberti e Giovanni di Turinoinsomma un vero e proprio Parterre de rois!

Siena scalinata verso Piazza del Duomo

Museo dell’Opera del Duomo

Per completare la visita al Duomo e a tutto ciò che fa parte dell’Opera Metropolitana, mancano la Cripta (non inclusa in questa guida ma che vi consiglio di visitare), l’Oratorio di San Bernardino ed il Museo dell’Opera del Duomo. Allestito nella navata destra di quello che doveva essere il Duomo Nuovo, il museo è molto interessante sia per la qualità delle opere esposte che per la possibilità di salire in cima al Facciatone da cui si gode di una vista davvero speciale sulla città.

Il percorso museale si sviluppa su più livelli a partire dal piano terra dove si trova una grande sala in cui sono esposte numerose sculture come la Madonna del Perdono di Donatello, e diverse opere di Giovanni Pisano. L’elemento che però più di ogni altro cattura l’attenzione in questa sala è la grande vetrata dell’Assunta, progettata da Duccio per l’occhio absidale del duomo, che si trova in fondo alla galleria creando un’atmosfera unica.

Vetrata dell'Assunta di Duccio
Vetrata dell’Assunta (Photo by José Luiz Bernardes Ribeiro / CC BY)

Al primo piano si trova la Sala di Duccio dove si possono ammirare la fondamentale Maestà del Duomo di Siena e la Madonna di Crevole di Duccio e la Natività della Vergine di Pietro Lorenzetti. La visita prosegue nella Sala del Tesoro dove sono conservati arredi e suppellettili sacre come il Reliquiario di san Galgano ed il Reliquiario del braccio del Battista ed alcuni dipinti.

Il secondo piano ospita, tra le varie opere, la Madonna degli occhi grossi, attribuita al Maestro di Tressa, ed il San Paolo in trono di Domenico Beccafumi. Come anticipato, la visita si conclude con la salita sulla sommità del Facciatone, per godere d’alto della bellezza sconfinata di Siena.

Maestà di Duccio
Duccio – Maestà

Santa Maria della Scala

Quello di Santa Maria della Scala a Siena era in epoca medievale un importate ospedale, che accoglieva i pellegrini di passaggio lungo la Via Francigena e si occupava dei bambini poveri. Oggi l’enorme complesso, che si trova in Piazza del Duomo, ospita diverse collezioni che vanno dall’antichità fino all’epoca moderna e rappresenta una delle tappe principali della visita alla città.

A Santa Maria della Scala hanno lavorato alcuni dei più importanti artisti di Siena che hanno contribuito a creare una serie di ambienti monumentali di grandissimo fascino. Il più celebre tra questi è il cosiddetto Pellegrinaio che fu realizzato nel corso del XIV secolo ed interamente affrescato nel Quattrocento da Domenico di Bartolo e Lorenzo Vecchietta che lavorarono anche alla Sagrestia Vecchia. Altri ambienti di sicuro interesse sono la Cappella della Madonna, la Cappella delle Reliquie e la Chiesa della Santissima Annunziata.

Nel livello inferiore si trova una piccola corte, la Corticella, da cui si diramano alcuni percorsi che conducono a vari ambienti tra cui il Fienile, in cui possono ammirare i rilievi originali realizzati da Jacopo della Quercia per Fonte Gaia, i Magazzini che custodiscono il Tesoro di Santa Maria della Scala e l’Oratorio di Santa Caterina della Notte. Scendendo ancora di un livello si raggiunge infine il Museo archeologico nazionale di Siena.

Pellegrinaio di Santa Maria della Scala
Pellegrinaio di Santa Maria della Scala (Photo by Sailko / CC BY)

Pinacoteca nazionale di Siena

Se siete appassionati di storia dell’arte, la Pinacoteca nazionale di Siena è esattamente quello che fa per voi. Questo museo conserva la più importante collezione di opere pittoriche di scuola senese ed è una delle pinacoteche più importanti d’Italia. Situata all’interno di Palazzo Buonsignori e Palazzo Brigidi, la Pinacoteca di Siena offre un’ampia rassegna delle opere realizzate a Siena, attraverso un percorso che si snoda lungo vari periodi artistici a partire dalla fine del XII e l’inizio XIII secolo per arrivare fino al Cinquecento ed al Seicento.

Il percorso museale inizia al secondo piano dove troviamo un trionfo di fondi oro realizzati dagli autori più in voga nella Siena medievale. Si inizia con il Maestro di Tressa ed il suo Paliotto del Salvatore, Guido da Siena, Duccio di Buoninsegna con la Madonna dei Francescani ed il Polittico n. 28 e Simone Martini. Proseguendo si incontrano i fratelli Pietro e Ambrogio Lorenzetti di cui sono esposte numerose opere come  la Pala del Carmine realizzata dal fratello maggiore Pietro tra il 1327 ed il 1329. Le altre sale del secondo piano sono invece dedicate ai maestri del Quattrocento come Giovanni di Paolo, Sassetta, Sano di Pietro, Domenico di Bartolo e il Vecchietta.

Duccio di Buoninsegna - Polittico n. 28
Duccio di Buoninsegna – Polittico n. 28

Scendendo al primo piano si possono ammirare le opere del Cinquecento e del Seicento. Qui, tra tanti nomi, spiccano quelli di Domenico Beccafumi e di Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma. Al Beccafumi in particolare si devono alcuni capolavori come il Trittico della Trinità, San Michele scaccia gli angeli ribelli e la Discesa di Cristo al Limbo oltre ai bellissimi disegni preparatori per il pavimento del Duomo di Siena.

Al terzo piano infine si trova la collezione Spannocchi-Piccolomini che, tra le varie opere, vanta un San Girolamo di Albrecht Dürer.

San Michele scaccia gli angeli ribelli
Domenico Beccafumi – San Michele scaccia gli angeli ribelli

Fontebranda

Situata nel territorio della Nobile Contrada dell’Oca, la celebre Fontebranda è con ogni probabilità la più antica tra le fonti monumentali di Siena. La fonte si trova non distante dalle mura a pochi passi dall’omonima Porta di Fontebranda. Questa era una delle zone più ricche d’acqua ed infatti qui si stabilì l’Arte della Lana, che per le sue lavorazioni aveva bisogno di ingenti risorse idriche. Nei documenti si parla di questa fonte già nel 1081 e sappiamo che nel 1193 fu ampliata da Bellamino per poi essere ricostruita più o meno nelle forme attuali da Giovanni di Stefano nel 1246.

Come altre fonti medievali, anche Fontebranda era dotata di tre vasche distinte, la prima destinata alle persone con l’acqua potabile proveniente dai bottini, la seconda che serviva per abbeverare gli animali ed infine una che veniva utilizzata per lavare i panni; le acque di risulta venivano infine utilizzate per le lavorazioni e per alimentare gli opifici. La struttura è caratterizzata da tre grandi archi archi ogivali gotici che corrispondo alle tre vasche di un tempo anche se oggi ce n’è solo una sola più grande. Nella parte superiore c’è una merlatura ed al centro si trova lo stemma bianco e nero di Siena.

Fontebranda
Fontebranda

Santuario di Santa Caterina

Da Fontebranda si avvia un percorso tutto in salita che conduce fino alla Basilica di San Domenico e costeggia la casa santuario della santa senese per eccellenza: Santa Caterina. Come dicevamo questa zona era abitata da numerosi lavoratori della lana ed anche il padre di Caterina, Jacopo Benincasa, era uno di loro. All’indomani della canonizzazione della santa (avvenuta nel 1461), il Comune di Siena acquistò la sua casa natale e gli edifici attigui per creare un santuario a lei dedicato.

Al complesso della Casa Santuario di Santa Caterina si accede attraverso il portico dei Comuni Italiani che fu realizzato nel 1939 quando la santa fu proclamata Patrona d’Italia. All’interno i vari ambienti permettono di entrare in contatto con il mondo e la spiritualità di Santa Caterina. Nel corso dei secoli questi ambienti sono stati arricchiti di opere d’arte di notevole interesse. Nel complesso si trovano altri due loggiati, la Chiesa del Crocifisso e tre oratori: l’oratorio della cucina, l’oratorio della camera e l’oratorio di Santa Caterina in Fontebranda.

Santuario di Santa Caterina
Santuario di Santa Caterina (Photo by Palickap / CC BY)

Fortezza Medicea

La storia della Fortezza Medicea di Siena è strettamente legata con la fine della Repubblica di Siena. Costruita tra il 1561 ed il 1563 al posto di una precedente fortezza spagnola, la Fortezza Medicea fu realizzata con l’intento di controllare la città che era da poco passata sotto il controllo dei Medici ed impedire eventuali ribellioni. Il progetto fu affidato da Cosimo I all’architetto Baldassarre Lanci che realizzò un imponente quadrilatero in pietra e mattoni con quattro poderosi bastioni angolari, due rivolti verso la città e due verso la campagna.

La fortezza fu smilitarizza al tempo del granduca Pietro Leopoldo (fine XVIII secolo) e gli spazi dedicati alle esercitazioni militari furono convertiti in giardini pubblici. Oggi la fortezza ospita un’enoteca, spazi per esposizioni ed un teatro all’aperto. Spesso qui si svolgono eventi e manifestazioni culturali tra cui spiccano i concerti di Siena Jazz. Ottimo punto di vista panoramico sulla città, la fortezza è il luogo ideale per una passeggiata rilassante ed anche per fare jogging lungo i suoi bastioni (il perimetro esterno della fortezza misura un chilometro e mezzo circa).

Vista dalla Fortezza Medicea di Siena
Vista dalla Fortezza Medicea di Siena

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