Val d'Orcia
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Cosa vedere a Radicofani in Val d’Orcia

Radicofani e la grande fortezza sulla via Francigena

Radicofani è un comune della Provincia di Siena situato in una bellissima posizione panoramica sul confine meridionale della Val d’Orcia. Il borgo sorge ad un altitudine di oltre 800 metri sul livello del mare da cui gode di un’ampia vista che spazia su tutta la valle e va dal Monte Amiata fino al lago di Bolsena e al Trasimeno. Viaggiando in quest’area della Toscana potrete facilmente avvistare, anche da grande distanza, la torre della fortezza di Radicofani che domina dall’alto sul borgo e sul territorio circostante. La rocca è in effetti il simbolo di Radicofani ed ha rappresentato per secoli un importante punto di controllo sulla Via Francigena e sui confini tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio.

Radicofani cosa vedere: panorama del borgo e della rocca di Radicofani
La posizione dominante della fortezza di Radicofani (Photo by Bjørn Christian Tørrissen / CC BY)

Le storia di Radicofani e la vicenda di Ghino di Tacco

Le prime notizie di Radicofani risalgono all’anno 876 quando il suo nucleo originario, Callemala, è citato come presidio sulla Via Francigena. Lungo il corso di tutto il Medioevo, il borgo e la sua fortezza furono al centro di numerose contese proprio a causa della posizione strategica che permetteva di sorvegliare una così importante strada ed anche per la vicinanza al confine tra i territori della Repubblica di Siena e quelli dello Stato della Chiesa. Tra l’XI ed il XIII secolo il castello fece parte dei possedimenti del Monastero di San Salvatore del Monte Amiata ma, nel corso del Trecento, passò di mano in varie circostanze (spesso in seguito a scontri armati), prima della sottomissione a Siena del 1405. Da quel momento Radicofani fece parte dei territori senesi fino al 1559, quando lo stato senese venne assorbito dal Granducato di Toscana.

In tutta questa storia si inserisce la vicenda di Ghino di Tacco, ribelle ghibellino senese, che si impossessò della rocca di Radicofani nel 1297. Ghino di Tacco, considerato una sorta di Robin Hood locale, fece della fortezza il suo covo da cui organizzava vari atti di brigantaggio a danno dei viaggiatori. La sua peculiarità era che, a quanto pare, non derubava completamente i malcapitati e addirittura graziava i più poveri tra questi. Insomma, non era proprio come Robin Hood che rubava ai ricchi per dare ai poveri, però era meglio di tanti altri briganti!

Le imprese di questo personaggio, vissuto a cavallo tra XIII e XIV secolo, vengono ricordate anche da Dante Alighieri e dal Boccaccio.

“Quiv’era l’Aretin che da le braccia
fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte,
e l’altro ch’annegò correndo in caccia.”

(Dante, Purgatorio, VI, 13-15)

“Ghino di Tacco, per la sua fierezza e per le sue ruberie uomo assai famoso, essendo di Siena cacciato e nimico de’ conti di Santa Fiore, ribellò Radicofani alla Chiesa di Roma, e in quel dimorando, chiunque per le circustanti parti passava rubar faceva a’suoi masnadieri.”

(Boccaccio, Decameron, X giorno, II novella)

Cosa vedere a Radicofani, guida alla visita

Radicofani ha un aspetto chiaramente medievale, con solide case in pietra che si affacciano su strade strette ed irregolari. Passeggiando tra le sue strade e nelle piazze si incontrano alcuni edifici di notevole interesse come il Palazzo Pretorio, oggi sede del comune, che si può riconoscere per gli stemmi in facciata, la Chiesa di San Pietro e la Chiesa di Sant’Agata, che sorgono in una posizione centrale a pochi metri l’una dall’altra, il Palazzo della Posta, una villa medicea situata sulla via Cassia, nata come casa di caccia di Ferdinando I e poi riadattata come dogana prima e albergo poi, il Bosco Isabella, un affascinante giardino definito “romantico ed esoterico”, ed infine il pezzo forte della visita: la Rocca di Radicofani.

Bosco Isabella a Radicofani
Bosco Isabella (Photo by Mongolo1984 / CC BY)

Chiesa di San Pietro

La Chiesa di San Pietro è un bell’edificio romanico che si affaccia dall’alto di una breve gradinata su una delle piazze centrali dell’abitato. Documentata fin dal 1224, la chiesa assunse il titolo di pieve nel 1578. San Pietro ha forme abbastanza semplici e lineari; esternamente ha mantenuto un aspetto romanico nonostante gli interventi subiti nel corso dei secoli, mentre internamente ha un’impronta gotica che si esplicita soprattutto negli archi che scandiscono gli spazi.

La chiesa conserva un bel patrimonio di opere d’arte, tra cui spiccano alcune terrecotte di grande pregio. Tra le varie opere si possono ammirare un statua dell’Annunciata e due Madonne col Bambino e Santi provenienti dalla scuola di Andrea della Robbia, una statua lignea, Madonna col Bambino, attribuita a Francesco di Valdambrino e il pezzo forte che è il Crocifisso con la Maddalena, attribuito a Benedetto e Santi Buglioni, che si trova sull’altare maggiore.

Radicofani Chiesa di San Pietro
Chiesa di San Pietro (Photo by LigaDue / CC BY)

Chiesa di Sant’Agata

A due passi dalla Pieve di San Pietro troviamo anche la Chiesa di Sant’Agata. Si tratta di un edificio settecentesco realizzato sul posto di un edificio medievale di cui restano chiare tracce nella muratura della facciata. All’interno troviamo un Crocifisso ligneo cinquecentesco, il gruppo ligneo Madonna, i Santi Saturnino ed Agata ed il paese di Radicofani e soprattutto il capolavoro Madonna col Bambino, Angeli e Santi realizzato da Andrea della Robbia.

Andrea della Robbia - Madonna col Bambino, Angeli e Santi. Chiesa di Sant'Agata a Radicofani
Andrea della Robbia – Madonna col Bambino, Angeli e Santi (Photo by Mongolo1984 / CC BY)

Rocca di Radicofani

Ben visibile anche da diversi chilometri di distanza, la Rocca di Radicofani si staglia nell’azzurro del cielo con la sua imponente torre merlata. Il complesso sorge su un grande rilievo strapiombante nel mezzo di una folto bosco di pini che lo divide dal centro abitato. Rimaneggiata più volte nel corso dei secoli, la fortezza andò in rovina nel corso ‘700 e fu restaurata soltanto nel 1929.

La Rocca di Radicofani è composta da un nucleo originario con una pianta tendenzialmente triangolare, di cui fa parte il mastio (frutto della ricostruzione novecentesca) ed una seconda cerchia muraria, che circonda interamente le strutture più antiche, di cui sono ben visibili i poderosi bastioni angolari.

All’interno del mastio troviamo infine il Museo del Cassero incentrato sulla storia di Radicofani e del suo castello. Sviluppato lungo i tre piani della torre, il museo espone i reperti archeologici rinvenuti sul posto che permettono di avere delle informazioni anche su un insediamento etrusco che occupava l’altura di Radicofani alla fine dell’età del Bronzo.

Per tutte le informazioni sugli orari e i biglietti per accedere alla Rocca di Radicofani vi consiglio di visitare il sito ufficiale.

Radicofani cosa vedere: la Rocca di Radicofani
La Rocca di Radicofani (Photo by Stefano Viola / CC BY)

Cosa vedere e cosa fare vicino Radicofani

Dato che ci troviamo nella meravigliosa Val d’Orcia, non mancano proprio le cose da vedere e da fare! Per cominciare, nel territorio comunale di Radicofani vi suggerisco di fare una visita al borgo medievale di Contignano. Abitato con ogni probabilità fin dall’epoca romana, questo paesino ha nella Chiesa di Santa Maria Assunta il suo principale punto di interesse. All’interno della chiesa potrete ammirare diverse opere d’arte.

Gli altri paesi che dovete assolutamente visitare nella zona sono Castiglione d’Orcia, dove vi attende un’altra fortezza (anzi due se considerate anche quella della vicinissima Rocca d’Orcia), Montalcino, e qui una degustazione di Brunello è d’obbligo, la bella San Quirico d’Orcia e Pienza, la “città ideale”.

Se invece siete in cerca di relax, sarete contenti di sapere che in Val d’Orcia ci sono due località termali molto belle e particolari: Bagni San Filippo e Bagno Vignoni.

Come arrivare a Radicofani

In auto: per arrivare a Radicofani dovrete percorrere l’autostrada A1 fino all’uscita Chiusi-Chianciano Terme e poi seguire le indicazioni verso Sarteano e Radicofani su SS478.

Mezzi pubblici: la stazione ferroviaria più vicina è quella di Chiusi; da lì sarà necessario prendere due autobus, il primo fino a Sarteano e il secondo fino a Radicofani, per poter raggiungere il borgo.

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