Maremma


10 cose da vedere a Grosseto

Grosseto, il capoluogo della Maremma

Tra i capoluoghi di provincia della Toscana, Grosseto non è tra i più famosi a livello turistico. Sicuramente questa città non ha l’appeal delle grandi città d’arte come Firenze e Siena però, come vedrete in questa guida ci sono molti motivi per visitarla. Il piccolo centro storico di Grosseto, racchiuso tra le mura medicee, custodisce diversi tesori architettonici ed alcuni musei interessanti. Grosseto si trova nel bel mezzo della Maremma in una posizione eccellente sia per raggiungere il mare che si trova ad appena 12 chilometri, che per visitare le colline circostanti su cui sorgono alcuni tra i borghi più belli della regione.

Cosa vedere a Grosseto

Chiesa di San Francesco

Iniziamo il tour nel centro storico di Grosseto con la chiesa di San Francesco che si affaccia sull’omonima piazza di San Francesco. In origine la chiesa era dedicata a San Fortunato ma, nel corso del Duecento, fu ceduta dai monaci benedettini ai francescani che la intitolarono al santo di Assisi. Nel corso dei secoli, la chiesa ha subito diversi interventi di restauro e modifiche anche sostanziali. Nel Seicento venne aggiunta la cappella laterale dedicata a Sant’Antonio, mentre il campanile è stato ricostruito nel 1926.

L’edificio ha una sobria facciata a capanna aperta dal portale, arricchito da una lunetta con affresco di Giuseppe Canucci, Madonna col Bambino tra i santi Francesco e Fortunato. Al di sopra ci sono un tabernacolo che protegge il portale ed un rosone. L’interno, ad una navata, è in stile gotico francescano. Qui si possono ammirare un celebre crocifisso su tavola (datato 1285 circa) di attribuzione incerta (tra le ipotesi Duccio di Buoninsegna, il Maestro di Badia a Isola e Guido di Graziano). Nella cappella di Sant’Antonio si trovano degli affreschi di ottima fattura realizzati da Antonio e Francesco Nasini. Lungo il fianco sinistro della chiesa infine, si trova il chiostro del convento francescano con al centro il cosiddetto Pozzo della Bufala.

10 cose da vedere a Grosseto - chiesa di San Francesco
Chiesa di San Francesco (Photo by Geobia / CC BY)

Museo archeologico e d’arte della Maremma

Il Museo archeologico e d’arte della Maremma si trova Piazza Baccarini 3, nel palazzo che un tempo era il tribunale. L’esposizione è articolata in cinque sezioni per un totale di 40 sale. Il percorso museale ripercorre la storia della Maremma dalla preistoria fino all’età moderna attraverso moltissime testimonianze archeologiche e opere d’arte.

La prima sezione è dedicata alla collezione del Canonico Giovanni Chelli, colui che fondò il museo nel 1860. Qui troviamo ceramiche, buccheri e urne cinerarie etrusche provenienti per lo più da Volterra e Chiusi. Il pezzo più importante di questa sala è una ciotola di bucchero del VI secolo a.C. su cui è inciso l’alfabeto etrusco.

Le sale dalla 2 alla 12 ospitano la seconda sezione che è interamente dedicata all’antica città di Roselle. Il percorso di questa sezione segue un criterio cronologico che va dalle origini dell’insediamento fino alle ultime testimonianze di epoca tardo imperiale e medievale.

La terza sezione (sale 13-23) è dedicata all’archeologia della Maremma. Questa sezione è un vero e proprio viaggio nel tempo che va dalla preistoria fino alla fine dell’impero romano. I reperti esposti provengono da varie zone della sud della Toscana, dal Monte Amiata fino all’Isola del Giglio passando per Vetulonia e Castiglione della Pescaia.

Passo direttamente alla quinta sezione (sale 35-40) perché nella quarta si trova il Museo diocesano di arte sacra di cui parlerò successivamente. Queste sale sono dedicate alla Maremma medievale e moderna con un focus sulla città di Grosseto.

Grosseto Museo archeologico e d'arte della Maremma
Museo archeologico e d’arte della Maremma (Photo by Sailko / CC BY)

Museo d’arte sacra della diocesi di Grosseto

Il Museo d’arte sacra della diocesi di Grosseto fa parte del percorso museale del museo archeologico a cui è stato unito nel 1975. La raccolta di arte sacra occupa le sale dalla 24 alla numero 34 e prende avvio a partire dalla collezione del fondatore del Museo, monsignor Antonio Cappelli, che aveva acquisito diverse opere sopratutto di scuola senese. Nel museo le opere sono esposte in ordine cronologico a partire dal XIII fino al XIX secolo.

Tra le opere più importanti ci sono il Giudizio Finale di Guido da Siena (XIII secolo), Crocifissione con la Madonna, i santi Gerolamo, Andrea e Francesco e il donatore Francesco Maria Piccolomini di Alessandro Casolani (1583) e la Madonna delle Ciliege del Sassetta (metà XV secolo).

Polo Culturale Le Clarisse

Il Polo Culturale Le Clarisse si trova all’interno dell’ex convento di Santa Chiara ed è gestito dalla Fondazione Grosseto Cultura. Fanno parte del polo ben 4 istituzioni museali: il Museo Collezione Gianfranco Luzzetti, Clarisse Arte, il Museolab e la collezione etnografica Roberto Ferretti.

Il Museo Collezione Gianfranco Luzzetti è una raccolta di dipinti e sculture di epoca rinascimentale, barocca e rococò, con opere degli artisti Antonio Rossellino, Giambologna, Rutilio Manetti e Camillo Rusconi. Clarisse Arte è uno spazio riservato a mostre temporanee e un centro di documentazione. Il Muselab ha per oggetto la storia della città e del territorio circostante. La Collezione Etnografica Roberto Ferretti ripercorre la storia e gli studi di Roberto Ferretti che era un antropologo nato a Grosseto.

Per ulteriori informazioni, vi lascio il sito web ufficiale.

Chiesa di San Pietro

Situata su Corso Carducci, la principale via del centro storico, la Chiesa di San Pietro è la più antica di Grosseto. La prima documentazione ufficiale che cita San Pietro è un bolla di Papa Clemente III del 1188 ma con ogni probabilità la fondazione della chiesa risale addirittura all’VIII secolo. Nel corso dell’XI secolo la chiesa venne ricostruita nelle forme attuali anche se il suo aspetto è stato radicalmente mutato da alcuni restauri risalenti al Seicento, epoca a cui risale anche il campanile.

Nella parte inferiore della facciata si trovano quattro bassorilievi raffiguranti un fregio a palmette, un cane in corsa, San Leonardo, e un’aquila. L’abside semicircolare è l’elemento che più di ogni altro conserva le forme romaniche di un tempo. L’interno, ad una navata, conserva un crocifisso ligneo proveniente da cappella di Santa Maria a Grancia.

Grosseto Chiesa di San Pietro
Chiesa di San Pietro (Photo by Vinattieri Matteo / CC BY)

Duomo di Grosseto

Il Duomo di Grosseto è intitolato al patrono della città San Lorenzo. La chiesa attuale fu costruita a partire dal 1294 sul posto dove un tempo sorgeva la Pieve di Santa Maria. I lavori per la costruzione della cattedrale di San Lorenzo subirono alcune interruzioni e furono portati a termine solo nel corso del Quattrocento (il campanile ad esempio risale al 1402). L’aspetto attuale è il risultato di una serie di rimaneggiamenti. In particolare nel XVI secolo furono ampiamente ritoccati sia gli interni che la facciata, sulla quale furono eseguiti dei lavori anche nel corso dell’Ottocento.

La facciata presenta elementi di ispirazione romanica e gotica. L’elemento dominante è la bicromia costituita dall’alternanza tra fasce di marmo bianco alternate a fasce di marmo rosso. Il fianco destro è quello che si attiene maggiormente al disegno originario dell’architetto Sozzo Rustichini che aveva progettato la chiesa alla fine del XIII secolo. Qui si possono ammirare due bifore gotiche ed un notevole portale di accesso ricco di decorazioni scultoree con motivi antropomorfi, zoomorfi e vegetali.

La chiesa ha una pianta a croce latina che probabilmente è stata impostata al tempo dei lavori cinquecenteschi diretti all’architetto senese Anton Maria Lari. L’interno, a tre navate suddivise da pilastri, ripropone il tema della bicromia bianco rossa. Qui sono custodisce alcune opere interessanti come l’acquasantiera, un crocifisso ligneo quattrocentesco, forse opera del Vecchietta, il fonte battesimale e l’altare della Madonna delle Grazie realizzati da Antonio Ghini ed il dipinto Vergine Assunta con angeli realizzato da Matteo di Giovanni.

Grosseto Duomo di San Lorenzo
Duomo di San Lorenzo (Photo by Sailko / CC BY)

Piazza Dante Alighieri

Alla destra del Duomo e contigua con la sua piazza si apre Piazza Dante Alighieri, il cuore pulsante del centro storico di Grosseto. È una piazza molto bella occupata su due lati da graziosi  palazzi variopinti alla cui base corre un porticato. Sugli altri due lati ci sono il Duomo ed il Palazzo Aldobrandeschi; al centro della piazza si trova una statua ottocentesca che ritrae il Granduca Leopoldo II.

10 cose da vedere a Grosseto piazza dante alighieri
Piazza Dante Alighieri (Photo by Allie Caulfield / CC BY)

Noto anche come Palazzo della Provincia, Palazzo Aldobrandeschi è uno degli edifici più belli di tutta Grosseto. Costruito agli inizi del Novecento secondo il progetto dell’architetto Lorenzo Porciatti, il palazzo è in stile neogotico di ispirazione senese con evidenti richiami al Palazzo Pubblico di Siena.

Grosseto Palazzo Aldobrandeschi
Palazzo Aldobrandeschi (Photo by Gabriele Delhey / CC BY)

Museo di storia naturale della Maremma

Il Museo di storia naturale della Maremma documenta l’ambiente della Toscana ed è pensato come un luogo di incontro tra la comunità scientifica e il grande pubblico. Attraverso il lungo percorso espositivo e grazie alle attività didattiche proposte il museo approfondisce le tematiche legate agli habitat naturali e al mondo della natura in genere. Il museo ha tre sedi, quella centrale dove c’è il museo vero e proprio, situata in Strada Corsini a Grosseto, l’acquario comunale e l’osservatorio astronomico di Roselle.

Il museo si sviluppa su tre piani: al piano terra ci sono la biglietteria, la sala conferenze e a biblioteca, mentre al primo ed al secondo piano si trovano le 12 sale lungo cui si sviluppa il percorso espositivo. La prima sezione del museo è dedicata alle scienze della terra. Le due sale principali di questa sezione sono dedicate a minerali e rocce, con molti reperti provenienti dalla maremma grossetana, dall’Amiata e dalle Colline Metallifere, e alla paleontologia. La seconda sezione è incentrata sulle scienze della vita con una sala dedicata agli ambienti costieri e collinari ed una dedicata agli ambienti alto-collinari e montani.

Per tutte le informazioni sugli orari, i biglietti e gli eventi organizzati dal museo, vi rimando al sito ufficiale.

Mura di Grosseto

Le mura di Grosseto sono tra le cinte murarie cittadine meglio conservate in Italia. Il primo circuito murario di cui era dotata Grosseto risale al periodo della fondazione della città, XII secolo, ma col tempo fu continuamente modificato e potenziato.

Successivamente, quando Grosseto entrò a far parte del Granducato di Toscana (XVI secolo), le mura furono ricostruite e ammodernate per volontà del Granduca Francesco I de’ Medici. In questa circostanza la cinta muraria fu dotata di sei bastioni angolari uno dei quali, sul lato est, è occupato dalla fortezza che inglobò l’antico Cassero Senese che è la principale testimonianza delle fortificazioni medievali di Grosseto insieme alla Porta Vecchia.

Un’ulteriore modifica avvenne nell’Ottocento quando le mura, ormai senza una reale funzione militare, furono riadattate al fine di ospitare viali e giardini pubblici. Oggi è possibile passeggiare lungo l’intero tracciato che misura poco meno di tre chilometri.

Bastione della fortezza di Grosseto
Bastione della fortezza (Photo by Allie Caulfield / CC BY)

Cassero Senese

Il Cassero Senese, anche chiamato Fortezza, fu costruito negli anni centrali del XIV secolo. Il cassero è posto sopra il bastione fortezza, sul lato orientale delle mura cittadine. La struttura si presenta come una solida e tozza torre a base rettangolare con mura rivestite di travertino. La terrazza coperta che si trova nella parte superiore risale al Cinquecento. Un volta venuta meno la funzione difensiva il cassero è stato utilizzato a sede del distretto militare e poi abbandonato; solo alla fine degli anni ’70 del Novecento la struttura è stata ristrutturata e riqualificata. Oggi il Cassero Senese è utilizzato come sede per mostre temporanee.

Cassero Senese
Cassero Senese (Photo by trolvag / CC BY)

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