Firenze


Chiesa di Orsanmichele a Firenze

Orsanmichele: il granaio, la chiesa, il museo

La chiesa di Orsanmichele si trova proprio nel cuore del centro storico di Firenze, a metà strada tra Palazzo Vecchio e il Duomo. Vedendola da fuori non dà proprio l’idea di essere una chiesa ma piuttosto un palazzo pubblico o qualcosa del genere. In effetti in passato questo edificio non è sempre stato una chiesa, o meglio non solo, dato che ha svolto anche la funzione di granaio e di mercato delle granaglie.

La storia di Orsanmichele

In origine sul luogo della chiesa sorgeva un monastero femminile che possedeva terreni ed un orto. Proprio in questo orto fu costruita intorno alla metà dell’VII secolo una piccola chiesa, intitolata a San Michele Arcangelo, che fu chiamata San Michele in Orto. Col tempo si passò poi da San Michele in Orto all’attuale “Orsanmichele”. Nel 1240 la chiesa fu demolita per far spazio ad una loggia, realizzata da Arnolfo di Cambio, destinata ad ospitare il mercato delle granaglie. Nonostante questo, l’edificio non perse mai la sua sacralità. Su uno dei suoi pilastri si trovava infatti un dipinto, la Madonna del Popolo, che era oggetto di grande devozione popolare perché ritenuto miracoloso.

L’edificio attuale risale al XIV secolo. Danneggiata da un incendio nel 1304, la loggia fu infatti ricostruita a partire dal 1337. L’incendio distrusse anche l’immagine sacra della madonna che fu sostituita nel con un nuovo dipinto, la Madonna delle Grazie, realizzato da Bernardo Daddi nel 1347. Il Trecento è stato però anche il secolo della peste, che impose un brusco stop ai lavori nel 1349. La ripesa delle operazioni avvenne soltanto negli anni ’60 del XIV secolo quando fu anche deciso di spostare il mercato in altra sede e ricreare la chiesa tamponando le arcate.

Chiesa di Orsanmichele a Firenze
Chiesa di Orsanmichele a Firenze

La chiesa di Orsanmichele

Orsanmichele ha una pianta rettangolare e si sviluppa su tre livelli. Gli elementi artistici più importanti si trovano al livello inferiore: le trifore gotiche, le nicchie i tondi. Nel 1339 l’Arte della Lana chiese di realizzare una serie di tabernacoli, per ospitare le statue dei santi protettori delle Arti, ovvero le corporazioni che regolamentavano i vari mestieri.

Ottenuto l’ok da parte del Comune (nel 1404), furono realizzate 14 nicchie che accolsero una serie di opere magnifiche realizzate da alcuni tra i più grandi artisti fiorentini, come Brunelleschi, Donatello, Ghiberti e Verrocchio. Si tratta di uno dei cicli scultorei più importanti nell’arte fiorentina e segna il passaggio dallo stile tardo-gotico a quello rinascimentale. Parte di queste statue furono realizzate in marmo bianco, ma le Arti più abbienti commissionarono delle opere in bronzo (molto più costose di quelle in marmo).

Sopra ogni nicchia troviamo un tondo che riporta lo stemma dell’Arte che aveva realizzato il tabernacolo sottostante. Alcuni di questi furono realizzati con la tecnica dell’affresco e purtroppo col tempo si sono molto rovinati. Quelli meglio conservati invece sono delle pregevoli opere in terracotta invetriata. Il tondo relativo Tribunale di Mercatanzia e i medaglioni dell’Arte dei Giudici e Notai e dell’arte dei Maestri di Pietra e Legname sono stati realizzati da Luca della Robbia mentre lo stemma dell’Arte della Seta è opera di Andrea della Robbia. Non è rinascimentale invece il simbolo dell’Arte dei Beccai che fu realizzato solo nell’Ottocento dalla Manifattura Ginori. L’opera fu finanziata dai macellai fiorentini per onorare i loro antenati (l’Arte dei Beccai era una corporazione che riuniva osterie, taverne, pesciaioli e macellai).

L’interno

L’interno della chiesa, a cui si accede da via dell’Arte della Lana, è ricco di opere d’arte. Le volte del soffitto, le pareti e i pilastri sono coperti di affreschi con personaggi dell’Antico e del Nuovo testamento (sulle volte) e Santi (sulle pareti e i pilastri).

Nelle lunette delle trifore si possono ammirare alcune delle vetrate più belle ed originali della città. Le vetrate compongono il ciclo delle Storie e miracoli della Vergine e dell’immagine miracolosa della Madonna di Orsanmichele, realizzato con la collaborazione di vari artisti e maestri vetrai.

In fondo alla sala, sulla sinistra, fa bella mostra di sé l’altare di Sant’Anna su cui si trova il bellissimo gruppo marmoreo Sant’Anna, la Madonna e il Bambino di Francesco da Sangallo. Sulla destra invece il magnifico tabernacolo realizzato da Andrea Orcagna per custodire la Madonna con Bambino e Angeli dipinta da Bernardo Daddi. Il tabernacolo è un tripudio di forme, decorazioni e intarsi in marmo con colonnine tortili, statuette e bassorilievi ad impreziosire la composizione.

Museo di Orsanmichele

Il museo si sviluppa al primo ed al secondo piano del palazzo. Fu istituito nel 1996, alcuni anni dopo un importante restauro che ha coinvolto tutte le opere della chiesa. Al suo interno sono custodite la maggior parte delle statue originali che un tempo occupavano le 14 nicchie poste all’esterno (oggi sostituite da copie). Non si trovano nel museo solo il San Matteo di Ghiberti, tuttora nella sua nicchia, ed il San Giorgio di Donatello che si trova al Bargello. Il museo rappresenta quindi un’ottima occasione per ammirare tutte insieme le opere di Donatello, Giambologna, Brunelleschi, Ghiberti, Verrocchio, Nanni di Banco e Baccio da Montelupo… non male no?

La chiesa di Orsanmichele ed il museo non sono aperti tutti i giorni, quindi vi conviene informarvi bene prima di fare la vostra visita. Per tutte le informazioni sugli orari e i prezzi dei biglietti vi consiglio di visitare il sito ufficiale.

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